Gli Artisti Del Beat Onto Jazz Festival - Etnoclassic Quintet

Etnoclassic Quintet

Una formazione di musicisti tra le più interessanti della nuova generazione, un accostamento strumentale estremamente originale e una rarissima occasione per ascoltare un'arpa che parla un linguaggio jazzistico sicuramente insolito per questo strumento, denso delle aspettative del nuovo millennio, nostalgico nelle sue proprietà di evocazione romantica e di rappresentazione sonora della primitività...

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  • Date created: 2013-05-17
  • Last updated: 2013-05-19
2002 - Etnoclassic.jpg

"ETNOCLASSIC QUINTET" GENNI TOMMASI, ARPA FEDERICO PIETRONI, CHITARRA FEDERICO BERTELLI, ARMONICA ANGELO FERRUA, PERCUSSIONI GUIDO ZORN, CONTRABBASSO Una formazione di musicisti tra le più interessanti della nuova generazione, un accostamento strumentale estremamente originale e una rarissima occasione per ascoltare un‘arpa che parla un linguaggio jazzistico sicuramente insolito per questo strumento, denso delle aspettative del nuovo millennio, nostalgico nelle sue proprietà di evocazione romantica e di rappresentazione sonora della primitività.

Un tentativo di alchimia dettato da una continua ricerca di suggestiva sonorità, una collezione di momenti estatici rubati alla musica jazz e flamenca dove la sovranità della melodia sottolinea l"autenticità emotiva del messaggio musicale. Presenta: "ZORONGO" Zorongo è il titolo di una dolcissima poesia di F.Garcia Lorca solo per ricordare le origini di un cammino cominciato dalla musica spagnola e flamenca abbracciando il Sud-America con le sue relazioni storico musicali con la Spagna per tornare semplicemente a noi navigando attraverso magici incontri con musicisti di varia estrazione musicale.

Un cammino che incontra così la musica jazz, sciogliendo gli angoli che determinano le coordinate spazio-temporali di linguaggi così diversi, per poter parlare attraverso la magia dell" improvvisazione, un linguaggio universale fatto di reminescenze, tessuto nella poesia della quotidianità, barcollante nelle emozioni di suoni regalatici da tanti musicisti che sono dentro di noi.

Un idea di contaminazione che diventa grossolanamente ovvia quando viene privilegiata la funzione emotiva nell" evocazione di un messaggio musicale, ancor di più se pensiamo che la musica popolare vive e si perpetua solo attraverso il suo rinnovamento ed adeguamento a nuove esigenze di espressione artistica, poichè è lo spazio temporale lasciato libero all" aggiunta di nuovi dati a rendere viva quella tradizione. La forte attrazione esercitata dalla musica popolare sui musicisti di formazione colta è spesso generata proprio da un bisogno spesso quasi ossessivo di appropriazione dell" idea musicale e del suo meccanismo autogenerante, quasi come si dovesse decodificare un codice di cui solo lo spazio temporale con le sue pluristratificazioni di eventi ne è artefice. Un ossessione tesa ad una utilizzazione ottimale dei materiale musicali e sonori di staccandoli dal riduttivo ruolo di effetti e rilanciandoli in un processo osmotico con materiali di altra derivazione per stabilire un contatto autentico dove l"eterno implacabile dualismo vive nella puerile universalità della melodia.

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